Questa scena è realmente accaduta su un volo della compagnia British Airways tra Johannesburg e Londra.
Una donna bianca, di circa cinquanta anni, si siede accanto ad un nero.
Visibilmente turbata chiama la hostess.
L'hostess : "Qual' è il suo problema, Signora?"
La donna bianca: "Ma dunque non vedete? Mi avete messo accanto ad un negro.
Non sopporto di stare accanto ad uno di questi esseri disgustosi. Datemi un altro posto , per favore!!".
L'hostess: "Calmatevi quasi tutti i posti di questo volo sono occupati. Vado a vedere se c' è un posto disponibile".
L'hostess si allontana e ritorna dopo qualche minuto....... « Signora, come pensavo non ci sono più posti liberi in classe economica. Ho parlato al comandante che mi ha confermato che non ci sono più posti nella classe exécutive. Tuttavia abbiamo ancora un posto in prima classe".
Prima che la Signora possa fare il minimo commento, l'hostess continua: «E' del tutto inusuale nella nostra compagnia permettere ad un passeggero di classe economica di sedersi in prima classe».
Ma, viste le circostanze, il comandante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi accanto ad una persona così ripugnante.
L'hostess si gira verso il nero e gli dice: "Dunque, Signore, se lo desiderate, prendete il vostro bagaglio a mano poiché vi attende un posto in prima classe".
Tutti gli altri passeggeri che assistevano alla scena, si alzarono e applaudirono...
Cari fratelli bianchi,
Quando sono nato ero nero,
Quando sono cresciuto, ero nero,
Quando vado al sole, sono nero,
Quando ho paura, sono nero,
Quando sono ammalato, sono nero...
Quando morirò, sarò nero....
Mentre tu, uomo bianco...
Quando sei nato eri rosa,
Quando sei cresciuto, eri bianco,
Quando vai al sole, sei rosso,
Quando hai freddo, sei blu,
Quando hai paura, sei verde,
Quando sei ammalato, sei giallo,
Quando morirai, sarai grigio...
E, dopo tutto ciò, hai la faccia tosta di chiamarmi Uomo di colore.
Ululati dagli altoparlanti sulle colline in Alta Maremma: il branco risponde
SUVERETO. Nel verde regno di Montioni, ottomila ettari alle spalle di Suvereto, colline livornesi ed Alta Maremma, c’è il lupo e si fa sentire. In una notte di stelle, siamo entrati nel fitto della macchia al seguito dei naturalisti impegnati nel “ wolf-howling”, la localizzazione degli animali attraverso la stimolazione degli ululati. Una fuga di colline ricoperte di lecci e cerri, sughere e corbezzoli, pochissime strade e caccia quasi vietata. E’ in questa terra ancora non domata, alla periferia di paesi, industrie e stabilimenti balneari, che ha scelto di tornare a vivere il re dei predatori. Lo ha fatto scendendo da Monteverdi o Volterra, dove è accertata la presenza di un branco, o salendo dal grossetano. Un intrico di sentieri, lungo i quali gli incontri con i cinghiali o l’avvistamento di pattuglie di daini in fuga sono frequenti. A guidarci sono Daniela Giustini e Paolo Varuzza, entrambi biologo tecnico faunista, specializzati nel monitoraggio del più “temuto” predatore italiano, e incaricati della ricerca e monitoraggio del lupo nel Parco interprovinciale e nell’Anpil di Montioni dal Circondario della Val di Cornia, con il contributo della Provincia di Livorno e della Regione Toscana (per saperne di più info@geographicasrl.it).
L’appuntamento in notturna è nella piazza del non paese di Montioni: una casa e un ristorante. É questa la porta d’ingresso dell’omonimo Parco, terra di mezzo tra le province di Grosseto e Livorno. E l’esistenza del Parco, con i suoi pascoli e radure, sembra costituire un punto di enorme interesse per la vita dei lupi, che vi trovano rifugio e prede. «Gli ambienti frequentati dall’animale e le sue abitudini prevalentemente notturne lo rendono praticamente invisibile - spiega Varuzza - La nostra tecnica di “ caccia” in notturna prevede di stimolare gli ululati diffondendo dei suoni registrati che simulano la presenza di un branco. Suoni che sono percepiti dai lupi come intrusioni nel loro territorio. Per questo rispondono, per segnalare la presenza a chi sta invadendo i loro confini». L’attrezzatura per la “caccia” è semplice: due microregistratori, un altoparlante e un microfono direzionale per registrare, con un po’ di fortuna, le “voci” del branco. «Dall’analisi dei sonogrammi è possibile capire il numero di animali - dice il biologo - I lupi nell’ululare si sovrappongono e al nostro orecchio arriva un suono indistinto. È l’effetto di una precisa tecnica di difesa, per dimostrare che sono in tanti e scoraggiare gli intrusi». Chi non li conosce preferisce descriverli cattivi, feroci, famelici, spietati, sanguinari, malvagi.
Ma chi li conosce sa che tutto ciò non è vero. «Quello che si tende a dimenticare è che il lupo è al vertice della catena alimentare, che non deve essere interrotta a nessun livello per mantenere l’e quilibrio tra preda e predatore - afferma Daniela Giustini - La presenza del lupo è un marchio di qualità per un territorio». E aggiunge: «Nella nostra ricerca ci dobbiamo muovere avendo rispetto per gli animali, cercando cioè, per quanto possibile, di non essere invadenti». É una delle regole da seguire e una raccomandazione per chi li segue. Ci incamminiamo nel silenzio del bosco, seguendo un preciso itinerario. A guidarci è lo schema degli spostamenti degli animali che i due faunisti hanno ricostruito a partire dalle feci, deposte dai lupi in punti rilevanti per marcare il territorio. Ogni rumore è rivelatore della presenza di un animale. Incrociamo un daino, ha attraversato il sentiero una decina di metri più avanti. «Si capisce dal rumore delle frasche», spiega Daniela Giustini. Ancora qualche minuto di strada e in prossimità di un marcitoio facciamo un primo tentativo di “wolf-howling”.
«Le risposte con più facilità si ottengono nella prima parte della sera, quando i lupi partono per andare a caccia o tra le quattro e le sei del mattino al rientro - dice Paolo Varuzza - Quello che conta è dare agli animali un super stimolo, in una traccia registrata abbiamo gli ululati di animali in cattività con i piccoli e in un’altra solo gli adulti. Il suono viene diffuso fino a tre volte e se non otteniamo risposta si cambia zona. Ci è capitato che nel bosco del Berignone, a Volterra, i lupi abbiano risposto al rumore dei tamburi della festa medievale che si teneva in città». Pochi minuti per piazzare l’attrezzatura e nell’aria si diffondono gli ululati posticci. Qualche secondo e poi il silenzio. Si tendono le orecchie. Il silenzio è rotto dal canto dei grilli e dalla risposta al richiamo di un allocco. Ma al secondo tentativo l’ attesa è compensata. I lupi si fanno sentire. È un’emozione. Sappiamo sia noi che loro di trovarci nello stesso luogo. «Sono in un’area pianeggiante - afferma Varuzza - Una presenza che conferma le feci che abbiamo rinvenuto alcuni giorni fa nella stessa zona. Si tratta di un nucleo familiare con i cuccioli. A luglio siamo riusciti a sentire in modo distinto l’ululare dei piccoli, che sono nati a fine maggio. Sono loro a rispondere per primi.
È ancora presto per dare dei numeri ma gli animali dovrebbero essere al massimo cinque».
TI PIACEREBBE ESSERE BASTONATO SULLA TESTA CON FORZA, E AVERE IL CORAGGIO DI CHIAMARLO 'SPORT'!?
LA NORVEGIA E IL CANADA HANNO UN NUOVO TIPO DI TURISMO: UCCIDERE CUCCIOLI DI FOCA. LO DEFINISCONO 'SPORT'...
VORRESTE DEFINIRE CIO' UNO SPORT?
LUI E' UNO SPORTIVO?
PERCHE'?
SEI LA NOSTRA UNICA SPERANZA!!!
QUESTA BARBARIA NON DOVREBBE ESSERE CONCESSA NELLA NOSTRA SOCIETA'...
NON VOLTARCI LE SPALLE, SIAMO INDIFESI
SO CHE QUESTE IMMAGINI POTRANNO SEMBRARVI DOLOROSE, MA NOI SENTIAMO IL DOLORE. CI STANNO MASSACRANDO PROPRIO IN QUESTO MOMENTO...
COSA GLI CONFERISCE IL DIRITTO DI TOGLIERCI LA VITA? CHI E' LUI PER DECIDERE LA NOSTRA SORTE?
CHE RAZZA DI SPORT E' MAI QUESTO? IO NON FACEVO DEL MALE A NESSUNO. STAVO SOLO NUOTANDO PER I FATTI MIEI...
VI PREGO, AIUTATE ME E I MIEI AMICI...
NON POTETE SEMPLICEMENTE IGNORARE QUESTE IMMAGINI... STARE IN SILENZIO SENZA FAR NULLA VI RENDE COLPEVOLI...
PER FAVORE, AIUTATECI
PER FAVORE, NON CI ABBANDONATE...
FERMATE L'UCCISIONE DELLE FOCHE
PUOI FARE UN ESPOSTO REINVIANDOLO A PIU' PERSONE POSSIBILE, INVITANDOLE A LORO VOLTA A FARE LA MEDESIMA COSA. RENDETE NOTI QUESTI ASSASSINI AI LEADER MONDIALI. GRAZIE!!!
“Giù le mani dai bambini” celebra il “diritto al disordine” dei bambini!
In occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia delle Nazioni Unite - un evento per celebrare la libertà, la creatività ed il “diritto al disordine” dei più piccoli.
Domenica 23 novembre dalle ore 10.00 alle ore 18.30 il Comitato “Giù le mani dai bambini®”, in collaborazione con il periodico Mosaiko Kids, organizza a Castelnuovo Scrivia (AL), con il supporto del Comune, un evento per celebrare la Giornata Mondiale dell’Infanzia delle Nazioni Unite. Tema centrale della giornata sarà il diritto alla diversità e al “disordine” e vedrà coinvolti in prima linea i bambini che saranno chiamati a dare la loro interpretazione di alcuni diritti fondamentali dell’infanzia durante una divertente e stimolante giornata creativa.
Giù le Mani dai Bambini® (www.giulemanidaibambini.org) è il più visibile ed attivo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica, e – tra le altre iniziative – si batte contro la medicalizzazione del disagio dei più piccoli, con particolare attenzione agli abusi nella somministrazione di psicofarmaci e metanfetamine ai bambini. Dopo la scelta di locations di grande prestigio negli scorsi anni, come Il Campidoglio di Roma ed il Palazzo Reale di Torino, quest’anno “Giù le Mani dai Bambini” ha scelto piccolo il Comune di Castelnuovo Scrivia. “Non è una scelta casuale – ha commentato Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale del Comitato – perché è nostro desiderio garantire una vetrina adeguata ad un paeseche è un esempio tipico dell’attivissima provincia italiana, dove senza clamore durante tutto l’anno si promuovono importanti iniziative a favore dei più deboli”. La giornata siarticola in due distinti momenti: la mattina i piccoli partecipanti saranno ospitati presso la Scuola elementare "Matteo Maria Brandello" dove potranno dare sfogo alla loro fantasia sui più diversi supporti (creando sculture, disegnando su cartelloni colorati, etc) le tematiche centrali della giornata: il diritto alla diversità e il “diritto al disordine”. Un’occasione unica per divertirsi tutti insieme e al contempo esprimere la propria creatività in piena libertà.
La fase pomeridiana si rivolge oltre che ai bambini, con intrattenimenti, giocoleria ed illusionisti, anche agli adulti e prevede come location il Castello dei Torriani e dei Bandello. A partire dalle ore 16.30 verrà aperto un dibattito dal titolo “Incontro con i ragazzi: i grandi oggi sono qui per ascoltare e per rispondere”, in cui verranno presentati i lavori realizzati dai bambini e si affronteranno alcune tematiche legate alla salute dei minori, con il contributo di professionisti di vari ambiti pedagogici tra cui Luca Poma (Comitato “Giù le mani dai bambini”®), Enrico Nonnis, Neuropsichiatra infantile di Roma, del direttivo nazionale di Psichiatria Democratica, Emilia Costa, 1° Cattedra di Psichiatria "La Sapienza" e Primario di Psicofarmacologia al Policlinico Umberto 1°, Emmanuele Macaluso, atleta e giavellottista SISPORT Fiat, nonchè uno dei “testimonials” della Campagna, che affronterà l’importanza dello sport per la crescita serena dei fanciulli, ed il Sindaco di Castelnuovo Scrivia Gianni Tagliani. Gli ospiti saranno moderati dalla giornalista Antonella Mariotti (giornalista de La Stampa e Direttore di Mosaiko Kids). Nel corso del dibattito i relatori risponderanno anche alle domande che i bambini stessi hanno raccolto nel mese precedente in appositi bussolotti distribuiti in tutta la città. "Il disordine è vissuto male da noi adulti, ma è un diritto dei bambini - afferma Enrico Nonnis, neuropsichiatra infantile di Roma – perché grazie al disordine il bambino impara ad orientarsi nel percorso della propria vita, e con la guida dell'adulto, stabilisce in libertà i propri personali confini. In questa giornata simbolica ed importante - conclude Nonnis – i bambini eserciteranno la propria creatività, e questo li aiuterà nella crescita del fisico, perchémiglioreranno la propria coordinazione, e della mente, perché elaborando la dimensione dello spazio e del tempo si eserciteranno a progettare il proprio futuro". "I bambini hanno bisogno del disordine perché la loro mente é in evoluzione – aggiunge Emilia Costa, 1° Cattedra di Psichiatria "La Sapienza" e Primario di Psicofarmacologia al Policlinico Umberto 1° -e disordine significa movimento spontaneo, con il quale esplorano la dimensione spazio-temporale per creare nuovi giochi, che sono poi nuove sintesi conoscitive. Non si può e non si deve impedire al bambino il gioco creativo e libero dagli schemi propri degli adulti, se lo si vuole far crescere in modo sano ed equilibrato, perché corpo e mente sono un tutt'uno, un'unità inscindibile, e si influenzano ed interagiscono reciprocamente". “Giù le mani dai bambini ®” si conferma come realtà di riferimento per la sensibilizzazione contro la somministrazione disinvolta di psicofarmaci ai minori, celebrando in un piccolo centro della provincia italiana l’importante ricorrenza mondiale. Una scelta influenzata dalla dinamica attività di Castelnuovo Scrivia che vanta il diffuso ed apprezzatissimo periodico Mosaico Kids, giornale interamente scritto dai bambini e ragazzi del paese, coordinati da Mimma Franco, i quali hanno anche contribuito all’organizzazione dell’evento. Un’importante dimostrazione di come, anche nei piccoli centri, si possono porre le basi per una sana pedagogia del minore. L’evento è realizzato anche grazie al sostegno del Comune di Castelnuovo Scrivia e di Nutrigea, leader nella distribuzione e produzione di integratori alimentari naturali, con una linea specifica indirizzata alla salute dei bambini.
Dati di sensibilizzazione:
·11.000.000, i minori che ogni anno utilizzano farmaci psicoattivi (per tutte le patologie) nei soli Stati Uniti
·20.000.000, il numero di ricette compilate in USA ogni anno per la somministrazione dei soli psicofarmaci di tipo stimolante ai bambini
·100%, l'incremento del consumo di psicofarmaci per l'iperattività in oltre 50 paesi, tra i quali Belgio, Germania, Inghilterra, Olanda, Islanda, Irlanda, Norvegia e Spagna
·737.000, il numero di minori in età pediatrica in Italia che soffrirebbero di disagi o turbe mentali (tutte le patologie) secondo i risultati del progetto di screening "PRISMA"
·162.000, il numero di minori in età pediatrica in Italia che soffrirebbero di iperattività e deficit di attenzione secondo i risultati del progetto di screening "PRISMA"
·da 30.000 a 60.000, i bambini italiani che ogni giorno assumono psicofarmaci, alcuni dei quali inducono al suicidio secondo i più recenti "warning" dagli USA
Attesa, temuta, scontata o sofferta che sia è arrivata la nomination di Barack Obama. I numeri sono dalla sua come anche gran parte dei democratici. Ma non tutti. Per Hillary Clinton è una sconfitta dura da digerire - e forse con l’idea di trovare del margine per contrattare una buona resa ancora evita la concessione ufficiale della vittoria all’avversario (anche se mancherebbe poco all’endorsement ufficiale, e richiesto da tutto il partito)
L’annuncio della vittoria di Obama. Con l’immancabile pulsantino per donare: la campagna è appena iniziata…
Obama comunque non accusa il colpo, anzi coglie l’occasione e annuncia la sua candidatura in una sorta di auto proclamazione. Il piglio è già (continua ad essere) quello di un Presidente e immancabili arrivano i ringraziamenti al suo team, a chi ha creduto in lui ed alla forza del cambiamento in atto.
«Tonight I can stand here and say that I will be the Democratic nominee for the president of the United States of America» (Oggi posso essere qui e dire che sarò il prossimo candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti): così dice di sè stesso il senatore di colore nella Democratic Nomination Victory Speech
Come già in passato, il vittorioso Obama ringrazia anche la sua rivale Clinton: si complimenta con lei per la vittoria in South Dakota, le attribuisce l’onore e il riconoscimento di essere la donna che ha fatto una cosa che nessun altra ha fatto. Tutto questo appena prima di chiudere definitivamente il capitolo “avversari” con un sintetico: «I am a better candidate for having had the honor to compete with Hillary Rodham Clinton».
Un cane ha riscaldato col proprio corpo un bimbo, abbandonato alla nascita da una ragazza madre in un sobborgo di Buenos Aires, salvandolalo da una morte che, altrimenti, sarebbe stata certa. La storia di China (riportata dal quotidiano argentino Clarìn), questo il nome della cagnetta di 8 anni d’età che si è presa cura del neonato, ha toccato il cuore degli argentini, commuovendo l’intero Paese. Il bebè, nato prematuro da una ragazza di 14 anni, era stato deposto e abbandonato in mezzo ai rifiuti nei pressi di una baraccopoli che sorge alle porte della capitale. Il cane, attirato dal pianto del piccolo, l’ha soccorso, prelevato tenendolo stretto tra i denti e condotto al sicuro nella sua cuccia, distante circa 50 metri. China, ha quindi fatto spazio al bambino, deponendolo insieme alla sua cucciolata. Trascorsa la notte, il padrone del cane ha sentito le grida e il pianto del bambino, scoprendo che, incredibilmente, insieme ai figli di “China” c’era anche un cucciolo di uomo. La polizia, giunta sul posto dopo la chiamata del padrone della cagnetta, ha fatto sapere che il bimbo, al momento del ritrovamente, aveva soltanto alcune lievi escorazioni ma nessun segno di morso da parte dell’animale. Il piccolo è stato affidato ai servizi sociali, in attesa di prendere una decisione sul suo futuro.
WWF - PESCA DEL TONNO ROSSO: ITALIA FUORI LEGGE Lanciato oggi a livello mondiale il nuovo dossier Pesca del tonno rosso fuori controllo in Italia. Ecco le prove
Il WWF Italia consegnerà i dati e i risultati della ricerca alla Commissione UE, alla finanza, alle Capitanerie, ai Noe e al Ministro per le Politiche Agricole e Forestali per chiedere una moratoria di tre anni sulla pesca del Tonno rosso in Mediterraneo
La gestione della pesca del tonno rosso è insostenibile e totalmente fuori controllo in Italia: è quanto dimostra un dossier del WWF Internazionale e del WWF Italia lanciato oggi in tutto il mondo e commissionato a una società di consulenza indipendente che ha svolto un’indagine a tutto campo. Un’ illegalità diffusa e reiterata negli anni dovuta a mancati controlli, pescherecci pirata e porti fantasma, trasferimenti non registrati di tonni vivi in allevamenti all’estero, mercati irregolari, criminalità organizzata presente e operante sui mercati remunerativi del tonno rosso, registrazioni di vendite e catture improprie e fuori dal dettato comunitario. Il WWF consegnerà i risultati della ricerca al Ministro delle Politiche agricole e forestali Luca Zaia, alla Commissione pesca dell’Ue, alle autorità preposte ai controlli in uno spirito collaborativo e nella convinzione che solo un lavoro di stretta sinergia tra tutti gli enti preposti possa davvero dare i risultati sperati nel controllo dell’illegalità nella pesca del tonno rosso nei nostri mari. Nel corso dell’estate 2008 l’UE aveva deciso, infatti, di chiudere la stagione di pesca del tonno con due settimane di anticipo, chiusura che ha di fatto - a detta del Ministero - impedito all’Italia di raggiungere le quote fissate dall’ICCAT (Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico) vale a dire 4162,71 tonnellate. Secondo il WWF invece la quota di tonno rosso pescata in eccedenza è stata minimo di oltre 700 tonnellate nel 2008. I risultati cui si giunge nel dossier sono in contrasto quindi con i dati che il Ministero italiano aveva inviato questa estate a Bruxelles.
“Dopo un drammatico 2007 con quote di pescato eccedenti il 40% le quantità assegnate, al tonno rosso, in Italia, è andata meglio quest’anno, grazie alla decisione dell’UE di chiudere la stagione di pesca con 2 settimane di anticipo. - commenta Enzo Venini, Presidente del WWF Italia - Dai dati che abbiamo potuto incrociare, quest’anno si sono pescate come minimo 700 tonnellate in più, mentre nell’anno precedente la quota eccedente ammontava a 1.653 tonnellate (e non 327 come i dati ufficiali dicono). Ma il dossier che consegneremo al Ministro Zaia, alla Commissione Pesca dell’Ue e alle autorità preposte al controllo dice di più. Molte quantità di pescato di pregio, tra cui rientra il tonno rosso, non viene registrato nei porti al momento dello sbarco: a Pozzuoli, Vibo Valentia, Portopalo e Cetraro, nel 2008 non è stato registrato neppure un tonno rosso. Altre quantità sono vendute illegalmente in mercati chiusi per infiltrazioni mafiose. Le catture in mare sono svolte con metodi fuori legge, vale a dire con l’ausilio di aerei d’avvistamento. Altre quantità consistenti, è provato che siano trasferite vive in fattorie al largo della Croazia, di Malta e della Tunisia. Ma non tutto il tonno trasferito è stato registrato.”
Dal dossier risulta inoltre che le imbarcazioni italiane registrate e autorizzate alla pesca e all’allevamento del tonno rosso siano 185: dall’ indagine svolta in mare e nei porti dai consulenti del WWF la flotta coinvolta nella stagione 2008 conta 283 unità (v. foto allegate) di cui 27 parangali, 162 tonnare volanti (reti a circuizione), 73 reti a strascico e 21 rimorchiatori, 47 delle quali prive di sistemi di monitoraggio, 160 sprovviste di licenze di pesca per tonno rosso, 82 mai inserite nei registri dell’ICCAT nel 2008.
“Lo scenario obbliga tutti gli attori coinvolti a smettere ipocrisie e scorciatoie - conclude Venini - La popolazione del tonno rosso è prossimo al collasso commerciale e questo è dovuto a chi gestisce in modo non sostenibile e senza scrupoli la pesca. Il WWF chiede dunque una moratoria di 3 anni sulla pesca del tonno rosso in Mediterraneo e invita il Ministro Zaia a ritirare il ricorso presentato presso la Corte europea, per chiedere di rivedere le decisioni prese. Con il nostro dossier, da oggi Ministro, Commissione e autorità avranno uno strumento in più per capire quanto fuori controllo sia la pesca di questa specie, avranno dati e notizie per poter avviare indagini contro illegalità e irregolarità di ogni genere. E’ chiaro che siamo al fianco di tutti i settori della pesca che svolgono la loro attività rispettando le leggi e in maniera sostenibile. Ci auguriamo di incontrare il loro consenso e la loro alleanza. In sostanza è in gioco il loro futuro, non solo quello del tonno”
La scorsa settimana, la Commissione scientifica dell’ICCAT ha reso noto il suo verdetto sulla pesca del tonno rosso in Mediterraneo nel 2007: 61.000 tonnellate sono state prelevate, vale a dire il doppio della quota legale, con uno stock riproduttivo in crisi, essendo solo il 36% rispetto a 30 anni fa.
Il prossimo incontro dell’ICCAT si terrà a Marrakech, in Marocco, dal 17 al 24 novembre 2008. L’auspicio, come perfino la prestigiosa rivista scientifica Nature raccomanda in un articolo dedicato al Tonno rosso, è che le Parti decidano la chiusura, seguendo le indicazioni del WWF, fin tanto che permarranno forme di illegalità e insostenibilità tanto diffuse.
Il Wwf: strage di specie protette con il nuovo calendario
CARLO GRANDE
TORINO Storni, tortore, ghiandaie, volpi e marmotte: è caccia aperta, da oltre un mese e in alcune regioni italiane, per questi e altri animali, in deroga al classico inizio dell’attività venatoria, la terza settimana di settembre. La preapertura della caccia, avvenuta quest’anno in quindici regioni su venti, non è andata giù a molte associazioni ambientaliste, perché – dicono – tocca anche specie a rischio, protette dall’Unione europea: il che, oltre a costituire un danno ambientale gravissimo, espone l’Italia – i suoi contribuenti, per meglio dire - a multe salate.
«La preapertura – dice Sara Fioravanti, del Wwf, è diventata un escamotage per aprire la caccia ufficialmente ai primi di settembre, mettendo in pericolo moltissime specie, tra le quali quelle migratorie che passano sul nostro paese per andare a svernare in paesi caldi». Tra queste sparvieri, gheppi e poiane: sono arrivati parecchi animali appartenenti a specie protette, dicono al Wwf nei Centri di Recupero animali selvatici (Cras) dell’associazione ambientalista. Ma la caccia in tarda estate, spiega la Fioravanti, è estremamente dannosa per la presenza di giovani ancora in fase di dipendenza; perché mancano gli stormi di migratori provenienti dal nord e quindi ci si concentra sulle coppie stanziali in Italia, perché ci sono femmine che non hanno ancora concluso la muta delle penne e possono avere difficoltà di volo. Le condizioni ambientali, inoltre, sono spesso difficili, data la scarsa piovosità dopo il periodo estivo.
Durante quelle settimane sono di passaggio specie di rapaci che potrebbero anche subire abbattimenti per bracconaggio, cosa che si eviterebbe con l’inizio regolare della caccia la terza domenica di settembre.
«Si vuole aprire la stagione surrettiziamente – insiste Sara Fioravanti - utilizzando l’eccezione della preapertura prevista dalla Legge nazionale sulla caccia 157, approvata nel 1992. Ci sono infatti regioni che autorizzano ad abbattere la fauna stanziale e non solo migratoria: quaglie, tortore, fagiani, ghiandaie, lepri e volpi in Basilicata, merli, tortore, ghiandaie in Emilia, anitre, tortore, colombacci, merli, cornacchie grigie, ghiandaie in Toscana. Altrettanto fanno Marche, Molise, Calabria, Abruzzo e Sicilia, che apre la caccia anche al coniglio selvatico dal 1° settembre, o il Veneto che apre a sette specie e neanche procede a tutelare le Zone di protezione speciale (Zps) tutelate dalla Ue».
Sono ben sette le Regioni che hanno aperto la caccia ai piccoli uccelli protetti dalle direttive comunitarie come i passeri, la passera mattugia, lo storno, il fringuello, ma anche il cormorano o le pispole e perfino le tortore dal collare. A partire dal Veneto e dalla Lombardia, le cui leggi regionali sono state oggetto di esposto alla Unione europea da parte del Wwf e altre associazioni; in Trentino, invece, la Provincia di Bolzano ha aperto la caccia alle marmotte, già sospesa dal Tar su ricorso del Wwf e di altre associazioni.
Non stupisce che l’Italia stia per essere condannata dalla Corte di Giustizia europea proprio per una procedura d’infrazione aperta nel 2006. Altre ne arriveranno, dicono al Wwf: le Regioni - specie Veneto e Lombardia – non rispettano il parere vincolante dell’Istituto nazionale della Fauna selvatica (Infs, oggi Ispra – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che stabilisce quali animali si possono abbattere.
Alla Federazione nazionale della Caccia – che con 400 mila iscritti è una delle maggiori associazioni venatorie nazionali - nessuno è d’accordo: «Si è fatto tanto rumore per nulla. Le preaperture sono previste per legge, e quest’anno hanno avuto un tono minore del previsto».
La Federcaccia preferisce insistere sulla legge 197, che va «modificata – dice - ma non affossata». «Altri – aggiunge - vorrebbero tornare al “libera caccia in libero territorio“, vorrebbero la deregulation. Noi vogliamo che ci sia programmazione, pianificazione faunistica». Intanto la Lav, Lega antivivisezione, denuncia: «In un solo mese di caccia ci sono stati ben 10 morti e 11 feriti. Una strage alla quale si aggiunge quella ben più numerosa della fauna». E annuncia iniziative per fermare le modifiche della legge sulla caccia già depositate in Parlamento che puntano «ad aumentare la durata della stagione venatoria, la mobilità dei cacciatori e la depenalizzazione di buona parte dei reati venatori».
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In seguito all’ennesimo atto di crudeltà perpetrato ai danni di una creatura indifesa ,portato via ai legittimi proprietari, Chilimacisegua, portavoce dello sdegno delle persone che rispettano e tutelano la vita di ogni essere senziente, chiede la collaborazione di chiunque sia a conoscenza o abbia assistito all’orribile scena avvenuta a Triangia in provincia di Sondrio, il giorno 25 agosto 2008. Lucky, un labrador di 3 anni è stato cosparso di benzina e bruciato vivo. La ricostruzione dei fatti, eseguita dai Carabinieri, ha evidenziato come il povero animale abbia percorso diversi metri, tra i prati appena fuori dal centro abitato, mentre si trovava avvolto dalle fiamme, prima di morire, in cerca di scampo e di quella pietà che non è sopraggiunta. Successivamente l'aguzzino (o gli aguzzini) lo ha buttato in un piccolo dirupo probabilmente nel tentativo di far sparire i suoi resti. Poi, una volta che l'infame autore (o infami autori) del terribile gesto si è reso conto delle numerose tracce lasciate dietro di sè, ha caricato quel che rimaneva dell'animale sulla sua auto ed è sparito nel nulla. Quel nulla che è il suo mondo, quel nulla che abita nei suoi pensieri e quel nulla che risiede nella sua anima. Chiliamacisegua ringrazia anticipatamente chi spontaneamente, contribuirà a non far passare sotto silenzio l’accaduto per rendere in tal modo, giustizia al povero Lucky. Studi recentissimi di valenti psichiatri hanno stabilito che chi è portatore di questa abnorme e assoluta mancanza di sensibilità,di valori, di etica, di morale, porta dentro di sé in fieri, i geni di un ASSASSINO. Chiliamacisegua chiede totale collaborazione al Sindaco, alle Istituzioni e alle Forze dell’Ordine, ai Cittadini, affinchè il colpevole (i colpevoli) sia individuato, scovato, denunciato e punito in maniera esemplare, come da nostro codice penale art. 544bis e art 544ter di modo che Sindaco, Istituzioni e Forze dell’Ordine e Cittadini siano maestri di vita per i bambini, gli adolescenti e i giovani che troppo spesso vengono deviati e distolti dal senso di compassione insito in loro, dalla frase: “ma si, tanto era solo una cane !” per info e segnalazioni rivolgersi a E.n.p.a. casella postale 38 Sondrio
UN CANE IMPICCATO, TORTURATO E SEPPELLITO VIVO A PORTO EMPEDOCLE
Riceviamo questa storia allucinante da Progetto Vivere Vegan e rigiriamo, chiediamo a tutte e tutti di diffondere la notizia e di partecipare alla petizione ed alle proteste.
Ancora una storia che lascia senza parole:
IL 7 agosto 2008, un gruppo di ragazzi di Porto Empedocle (Agrigento) ha torturato e sepolto vivo un cagnolino.
Hanno preso il cagnolino, l'hanno legato, torturato, gli hanno infilato delle ossa nel retto fino a lesionare gli organi interni e dopo il sadico divertimento lo hanno SOTTERRATO VIVO. Tutto ciò davanti a curiosi affacciati alle finestre che non hanno fatto nulla, tranne una signora anonima che ha chiamato la signora Assunta Dani Rametta (la persona che si occupa di tutti i randagi del posto eýche ha fondato l'Associazione Animalista Empedoclina Protezione Cani Randagi Onlus), la quale si ý precipitata sul posto, e dopo aver scavatoýe' riuscita a estrarre il cane, in fin di vita.
Oscar (questo il nome datogli da chi l'ha soccorso) non c'e' l'ha fatta. E' morto oggi, 11 agosto 2008.
Firmiamo la petizione in sua memoria: http://www.firmiamo.it/scempioaportoempedocleapplicazionedelleleggi
Uno studio dell'Università di Barcellona ha dimostrato che nell'Europa mediterranea la coesistenza fra coltivazioni OGM e colture biologiche e' impossibile. Il Presidente di FederBio, l'organizzazione unitaria dell'agricoltura biologica italiana, ha dichiarato: "Nella regione dell'Aragona dal 2004 al 2007 la coltivazione del mais biologico e' calata del 75% a causa dell'impossibilita' di certificare il prodotto per la contaminazione derivante dalla coltivazione in pieno campo di mais BT geneticamente modificato, che in quella regione ha raggiunto nel tempo oltre il 40% delle superficie coltivata a mais".
Fabrizia Pratesi di EQUIVITA ha inviato ad alcuni esponenti del governo, tra cui Luca Zaia, ministro per le politiche agricole, una lettera sugli OGM. Luca Zaia a suo tempo ha dichiarato: "Siamo favorevoli all'avvio della sperimentazione in maniera molto coerente e coscienti del fatto che l'80% dei cittadini in Italia e' contrario agli OGM. Pero' a loro vanno date delle spiegazioni". Vorrei da Zaia una risposta alle argomentazioni di EQUIVITA e dell'Università di Barcellona. La sua risposta sarà pubblicata sul blog. La Lega che dice di ascoltare il popolo e, come ammette, lo stesso Zaia sa che è all'80% contrario, per mille buoni motivi, all'OGM, vuole lo stesso sperimentare. Perchè? Per diritto divino? Su suggerimento dello psiconano? I semi si disperdono nel vento, è sufficiente sperimentare per diffondere in modo irreversibile l'OGM e il suo carico di denaro per le multinazionali.
"Vorremmo contribuire alla Vostra riflessione sugli Ogm con alcune spiegazioni che non vengono quasi mai riportate dai media. Siamo convinti che saprete dare loro il giusto peso. La caratteristica principale e unica delle sementi modificate è di essere coperte da brevetto. Dovrebbe far riflettere chiunque il fatto che gli Ogm furono varati negli USA (1980), e poi in Europa (1998), insieme ad incredibili nuove leggi brevettuali che, per la prima volta nella storia, consentivano di privatizzare il "bene comune" più prezioso: la materia vivente del pianeta. Da quel momento è bastato introdurre un gene estraneo in una pianta perché l'intera pianta diventasse proprietà privata, come fosse un'invenzione umana e non un elemento della natura. Scriveva The Guardian nell'ottobre del '97: "Con rapidità sorprendente un gruppetto di imprese sta cercando di prendere il controllo di produzione e commercializzazione della merce più importante del mondo: il cibo". Negli ultimi venti anni il binomio modifica genetica e brevetto (i cui diritti si riscuotono ad ogni ciclo riproduttivo o risemina) è stato per le aziende biotech, insieme all'acquisto delle aziende sementiere, non strumento di maggiore benessere per agricoltori o cittadini, ma strumento di una guerra economica, sotterranea e di conquista, o, se vogliamo, di una nuova forma di colonizzazione a cui siamo tutti esposti. Ciò spiega perché ogni strategia sia stata usata per imporci il cibo transgenico: - nonostante gli Ogm abbiano fino ad oggi tradito tutte le promesse su produttività, sostenibilità, capacità di "sfamare il mondo" - nonostante si siano rivelati assai dannosi per l'ambiente, la salute, la sovranità alimentare che sola garantisce la sicurezza alimentare, la libertà di scelta alimentare, la biodiversità e la tutela dei diritti umani - nonostante siano stati quasi sempre catastrofici per l'economia dei paesi poveri (vedi Argentina e India) - nonostante siano una minaccia per i paesi che come il nostro puntano sui prodotti di qualità - nonostante si siano rivelati un cattivo investimento anche per i paesi produttori. Charles Benbrook, già direttore Agricoltura della "Academy of Science" statunitense, ha spiegato in occasione di un convegno a Roma alla Camera dei Deputati, il 18/05/03, che gli studi fatti su 8.200 siti sperimentali universitari degli USA dimostrano che gli Ogm non producono di più, ma dal 7 al 10% in meno, mentre inquinano 4 volte di più. Oggi l'imponente studio di Friends of the Earth, "Who benefits from GM crops: the rise in pesticide use" conferma questi dati e li peggiora (l'uso del glifosato, sostanza cancerogena, è aumentato in USA di 15 volte in 11 anni). Il direttore della Soil Association britannica, P. Melchett, dice "i prodotti con i quali le compagnie biotech dicono di poter "sfamare il mondo" non hanno mai recato un aumento di produzione complessivo, ma al contrario una riduzione". Certi che terrete nel dovuto conto questi argomenti inviamo i nostri più cordiali saluti." Per il Comitato Scientifico EQUIVITA Fabrizia Pratesi De Ferrariis
Ps: Scrivi al Consorzio del Parmigiano Reggiano per il Parmigiano libero dagli OGM Ps2: Inserite in YouTube e in Flickr i vostri mezzi di locomozione per la Gita su Roma del 25 luglio con il tag: "Gita su Roma". Nei prossimi giorni pubblicherò il percorso con le tappe.
WWF: FORESTE ADDIO "ILLEGALE UN QUINTO DELL'IMPORT DI LEGNAME IN EUROPA " L'associazione chiede una legislazione UE che freni il mercato illecito
Circa un quinto del legname importato nell'Unione Europea nel 2006 proviene da risorse illegali, prevalentemente da Russia, Indonesia e Cina. E' il risultato di un lungo studio del WWF che ha analizzato le principali vie commerciali di tutti i paesi coinvolti nel mercato mondiale del legname. Nel report risultano 10 rotte principali del legname illegale: la Russia è il principale 'commerciante', con 10.4 milioni di metri cubi di legname di provenienza sospetta o illegale importata in Europa nel solo 2006. Circa la metà di questo legno entra in EU attraverso la Finlandia, dove viene trattato per produrre polpa e carta, che a loro volta vengono esportate verso altri paesi europei. Al secondo posto l'Indonesia come esportatore di legname illegale seguita da un forte 'competitore', la Cina che ha triplicato tra il 2003 3 il 2006 le sue esportazioni di prodotti derivati da legno e carta verso l'Unione Europea. La stessa Cina importa le maggiori quantità di legname da regioni cosiddette ad alto rischio come l'estremo est della Russia, il Sudest asiatico, inclusa l'Indonesia, e dall'Africa, con un 'altissima probabilità di avere legname e prodotti di origine illegale. Caso simbolo preso in esame nel dossier quello dell'Amazzonia: quasi l'80% del taglio delle foreste in questa regione è illegale e paesi come il Brasile e la Bolivia si stanno comportando in maniera irresponsabile rispetto al mantenimento di una risorsa fondamentale per il loro stesso futuro.
Il quadro di illegalità denunciato nel Report del WWF è impressionante e coinvolge pesantemente anche l'Italia. Ad esempio, il nostro paese importa notevoli quantità di legname esportato in maniera illegale da paesi dell' Africa, dell'Asia, e del sudamerica: il 14% del prodotto 'fuorilegge' esportato dalla Bolivia arriva da noi, sotto forma di tavole di legno, parquet, e altri prodotti per arredo, il 24% di quello del Camerun, il 33% del legno 'illegale' della Costa d'Avorio, il 25% di quello della Repubblica Democratica del Congo, il 36% dal Congo, il 24% dal Gabon, il 14% dall' Indonesia, il 13% dalla Thailandia, il 5% dalla Malesia e il 7% dalla Cina. Negli ultimi anni nel mercato illegale italiano si sono affacciati anche i paesi dell'est facendo entrare in Italia l'illegale che esce dalla Bosnia (42%) e Ucraina (11%) . Solo nel 2006, l'Unione Europea ha importato tra 26,5 e 31 milioni di metri cubi di legname e prodotti derivati del legno di origine illegale, una cifra che equivale al totale del legname prodotto in Polonia nello stesso anno. Il 23% dei prodotti in legno importati dall'Europa dell'Est, il 40% dei prodotti importati dal Sudest asiatico, il 30% di quelli importati dal Sud America, e il 36-56% di quelli provenienti dall'Africa hanno origine sospetta o illegale. In questo mercato i maggiori importatori europei risultano essere la Finlandia, il Regno Unito, la Germania e l'Italia. Il WWF chiede con forza di promuovere una legislazione europea energica e puntuale che renda impossibile l'introduzione del legname di origine illegale nel mercato europeo. Un primo passo potrebbe verificarsi nel settembre prossimo quando verrà discussa una proposta della Commissione Europea sull'argomento. Lo studio svela, infatti, l'inefficienza dell'attuale schema di licenze adottato dal piano d'azione europeo avviato dal 2003, il cosiddetto FLEGT, nel bloccare il commercio di legname 'illegale'. Sebbene siano stati conclusi o sono in fase di conclusione tutti gli accordi di partenariato (su base volontaria) negoziati al momento dall'Unione Europea con alcuni paesi, circa il 90% del legname illegale pure se si attuassero tutte queste misure riuscirebbe ancora ad entrare in Europa. Importante sarebbe pianificare negoziazioni proprio con paesi come la Russia e la Cina che abbiamo visto essere tra i 'colossi' di questo scenario e prevedere la regolamentazione all'interno del piano d'azione FLEGT di molti prodotti che risultano manufatti da legno di provenienza illegale (mobilio e altri prodotti finiti di legno o carta). "In questo mercato l'Italia " dichiara Massimiliano Rocco, Responsabile del Programma TRAFFIC & Timber Trade del WWF Italia" è uno degli attori principali ma a fronte di responsabilità immense nelle importazioni e nel consumo di prodotti forestali provenienti da diverse aree del mondo come il Bacino del Congo, l'Indonesia o da paesi balcanici come la Bosnia Erzegovina, poco viene realmente fatto. Ancora oggi manca una politica di promozione a livello nazionale dello schema di licenze avviato nel 2003 (il FLEGT), ed una politica di gestione forestale condivisa con i principali Paesi produttori. Pure se da tempo la necessità di un uso sostenibile di queste risorse forestali a salvaguardia di noi stessi e dei nostri interessi economici è più che evidente non è stata ancora impostata nessuna strategia di cooperazione con i Paesi Terzi al fine di promuovere la certificazione della gestione delle foreste nei paesi d'origine, che possa garantire di non intaccare irrimediabilmente queste risorse, o per la certificazione della filiera commerciale di questo legname in collaborazione con l'Industria del settore. Nell'indifferenza generale si stanno tagliando le basi della vita del nostro unico pianeta."
Il taglio illegale di legname è un problema di portata internazionale: è la principale causa di deforestazione e dei cambiamenti climatici (il 25% delle emissioni di gas serra è dovuto alla degradazione delle foreste e alla deforestazione), rappresenta spesso una forma di crimine organizzato, spesso collegata ad altre attività criminali che implicano corruzione, violenza e riciclaggio di denaro. Spesso i profitti di queste attività servono a finanziare guerre civili e acquisto d'armi, soprattutto in Africa. Ad esempio, la dittatura militare del Myanmar si è auto-finanziata usando i profitti ricavati dal saccheggio delle foreste nazionali e in particolare dall'esportazione di teak. Il WWF ricorda che l'Unione Europea, prima del bando alle importazioni da questo paese, introduceva enormi quantità di legname: tra i principali acquirenti c'era anche l'Italia (25%) insieme a Gran Bretagna (32%) e Francia (11%). Gravissimi i danni per le popolazioni locali che si vedono sottrarre illegalmente una forma di sostentamento come le foreste, vedono annullare la funzione protettiva delle foreste e aumentare così il rischio di catastrofi naturali (alluvioni, frane), come è accaduto a Jakarta nel 2006 quando il vicepresidente indonesiano Jusuf Kalla riconobbe ufficialmente che il disastro delle inondazioni seguite alle piogge torrenziali monsoniche era dovuto alla distruzione delle foreste.
Il taglio illegale inoltre abbassa i costi del legname, con gravi perdite economiche per i governi, le industrie e le comunità locali. Secondo la Banca mondiale la perdita economica dovuta al commercio illegale per il mercato mondiale di legname ammonta a 10 miliardi di dollari americani, mentre le perdite annuali sotto forma di tasse governative evase, è di circa 5 miliardi di dollari. Tutto denaro indispensabile per i paesi da cui proviene la materia prima che non possono sviluppare un sistema di gestione forestale che funzioni.
Il WWF esorta tutti i Paesi ad introdurre una legislazione europea che garantisca la circolazione sul mercato europeo di prodotti derivati e legname di origine legale. I fornitori dovrebbero dimostrare l'origine e la legalità del legname, e allo stesso tempo dovrebbero essere introdotte delle sanzioni per ogni violazione commessa.
Roma, 22 luglio 2008 Ufficio stampa WWF Italia - tel. 06-84497377, 373, 213, 216
NOTE INFORMATIVE - L'Unione Europea ha adottato il piano d'azione FLEGT (Forest Law Enforcement, Governance and Trade) nel 2003 per combattere il taglio illegale di legname e il relativo commercio. Il sistema di licenze regolamentato, nell'ambito degli accordi di partenariato su base volontaria (VPA) con i paesi produttori, mira ad escludere che il legname illegale sia importato nell'Unione Europea. Negoziazioni per accordi di partenariato sono in corso con il Ghana, il Camerun, la Repubblica del Congo, l'Indonesia e la Malesia. - Il rapporto del WWF stima che nel 2006 tra il 16 e il 19 per cento delle importazioni di legname in Europa provenivano da fonti illegali - per un totale che oscilla tra 26.5 e 31 milioni di metri cubi. Si stima che la quantità di legname illegale importato in Europa dalla Russia ammonti a 10,4 milioni di metri cubi, dall'Indonesia 4,2 milioni,e dalla Cina 3,7 milioni di metri cubi - Le esportazioni dalla Cina in Europa di legno legale e non, e dei relativi prodotti derivati, ammontava a 4 milioni di m3 nel 2003 e 11,5 milioni di m3 nel 2006. - La maggiore quantità di legname di origine illegale o sospetta arriva in Finlandia dalla Russia. Per questo motivo il WWF Finlandia, WWF Russia e la Federazione Finlandese delle Industrie del settore forestale (FFIF) hanno aperto, nel 2006, delle trattative per migliorare il sistema di tracciabilità nelle compagnie finlandesi che operano in Russia, così da contrastare il commercio di legname illegale. - Come acquirenti di legname e carta sia al dettaglio che all'ingrosso, le aziende ed i consumatori giocano un ruolo importante nel combattere il commercio illegale di legname. Il WWF raccomanda a tutti i consumatori di comprare solo prodotti (carta e legno) certificati secondo i principi ed i criteri del Forest Stewardship Council (FSC) e sui quali è riportata l' etichetta dell'FSC. - Il WWF da diversi anni ha dedicato delle specifiche Network Initative a tre grandi aree mondiali di enorme importanza ambientale e di straordinaria ricchezza di biodiversità planetaria, l'Amazzonia, il bacino del Congo e l' isola del Borneo e Sumatra, che mettono a sistema tutte i progetti e le azioni a favore di queste stesse aree realizzate anche con importanti partnership (ad esempio, con significativi enti governativi, altre organizzazioni non governative che operano sui fronti della sostenibilità ambientale e della lotta alla povertà, comunità locali organizzate ecc.) e che, attraverso le migliori tecniche innovative di azione (dal microcredito al co-management delle aree più significative) mirano a moltiplicare gli sforzi di conservazione attiva di questi straordinari ambienti, cercando di eliminare alla fonte le cause, come la povertà e l'indigenza, che conducono, spesso, anche al commercio illegale delle specie. - Il rapporto si basa su un studio "Illegaler Holzeinschlag und die EU" sul mercato tedesco, fatto da il WWF Germania, e disponibile sul sito: www.wwf.de/HolzimportD2008 <http://www.wwf.de/HolzimportD2008> - Questo comunicato stampa e il relativo materiale sarà disponibile dopo il periodo dell'embargo sul sito www.wwf.it <http://www.wwf.it> - Per approfondimenti sul Report presentato oggi è possibile ascoltare l' intervista a Massimiliano Rocco su www.radiowwf.it <http://www.radiowwf.it/> nel notiziario (ore 12, 14, 16, 18)
Inoltre: intervista a Riccardo Valentini (Presidente Commissione Cambiamenti Globali del CNR e Comitato Scientifico WWF) sull'insostituibile ruolo delle foreste per mitigare i cambiamenti climatici, sulle cause delle deforestazione e su un interessante esperimento di forestazione nel deserto israeliano: <http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&root=2867> www.radiowwf.it <http://www.radiowwf.it/>
Il commercio di legname illegale va tagliato alla radice. Dona su www,wwf.it oppure chiama il N.verde 800990099
Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale.
A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza.
L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato. Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore.
Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto. Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza. Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando.
Sebbene l'altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla. Con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra gliela descriveva. Passarono i giorni e le settimane.
Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno.
L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno.Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto. Essa si affacciava su un muro bianco. L'uomo chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuorida quella finestra. L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro 'Forse, voleva farle coraggio. ' disse. Vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata. Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare. Oggi è un dono, è per questo motivo che si chiama presente.
RIPORTO UN INTERVENTO DI JOHNNY DAL FORUM DI RADIO 1O1, CHE SINTETICAMENTE ESPRIME AL MEGLIO CIO' CHE E' ROCK FM!
Rock Fm è una radio unica nel suo genere. La proposta musica spazia dal rock dei Beatles al metal dei Motorhead, con tutte le mille varianti al suo interno: country, hard rock, progressive, crossover. Tutta questa roba che non si troverà mai su altre radio, nemmeno su una qualunque Virgin Radio, spacciata come 'radio rock' ma in realtà legata anch'essa ad un pubblico di poche pretese.Su Rock Fm non esiste il limite dei tre minuti: ogni brano viene trasmesso senza tagli, sia esso Bohemian Rhapsody piuttosto che una suite dei Genesis. A tal proposito, cito la trasmissoine Easy Rider, in onda quotidianamente dalle 12 alle 14, che ripercorre un viaggio attraverso la storia del rock, quella che qualunque radio avrebbe paura di trasmettere e che i giovani dovrebbero conoscere: se io fossi un professore di musica, avrei registrato tutte le puntate e le avrei fatte sentire ai miei allievi, perchè qui, signori, si parla di CULTURA. Tramite Rock Fm, il fan dei Beatles impara ad apprezzare l'hard rock, mentre il giovane fan dei System Of A Down può venire a conoscenza del progressive degli Yes e della Pfm. Tutto questo non accade nelle altre radio, dove si possono sentire 10 volte al giorno le stesse canzoni e in cui si considerano gli ascoltatori dei semplici 'consumatori' di musica, a cui un brano viene dato in pasto un fino alla nausea, prosciugato e poi accantonato per sempre, quando anche il pubblico meno pretenzioso inizia a non sopportarlo più.
Per non parlare dei dj, persone che, oltre ad essere seri professionisti del mestiere, sono diventati dei veri e propri amici, capaci di raggiungere il cuore degli ascoltatori, con i quali, durante le dirette, si creava rapporto simbiotico. Tra di loro compaiono nomi importanti come Fabio Treves e Robert Freak Antony, mentre i microfoni della radio sono stati il trampolino di lancio per personaggi affermati come Elena Di Cioccio e Ringo. Queste persone, 4 anni fa, quando la radio visse un altro momento critico, non hanno esitato a lavorare gratis pur di mantenere vivo il progetto in cui credevano. E' giusto che professionisti del genere perdano il loro lavoro? E' giusto che 18 anni di lavoro e passione vengano buttati all'aria in pochi giorni?
La chiusura di Rock Fm sarebbe un ulteriore danno al già disastrato panorama radiofonico italiano, dove le radio non fanno altro che uniformarsi tra di loro. Ma, se proprio vogliamo metterla in meri termini economici, sarebbe un danno anche per il gruppo Monradio, dato che gli ascoltatori di Rock Fm sicuramente non passeranno mai a 101, anzi è molto probabile che si rifugeranno in qualche web radio o nell'ascolto dei loro cd, ormai gli unici posti in cui gli amanti del rock e della buona musica possono trovare quello che vogliono.
NON LASCIAMO MORIRE ROCK FM
PER GLI AMANTI DELLA BUONA MUSICA: SAVE ROCK FM, NOW!!!
BIODIVERSITA? : LE 14 RICHIESTE DEL WWF ALL?ITALIA
In apertura della Conferenza di Bonn sulla Diversità Biologica In occasione dell?apertura della Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica che si è tenuta oggi a Bonn il WWF ha inviato un documento a tutti i ministeri dell'ambiente dei paesi che hanno ratificato la CBD. Il documento contiene il messaggio del WWF alle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica per la Co9, una descrizione delle posizioni del WWF su punti specifici dell?Agenda dei lavori. Con l?occasione il WWF lancia anche un ?decalogo? di richieste rivolto al Governo italiano: 14 punti per fare in modo che la protezione e l?uso sostenibile della biodiversità diventi anche priorità politica del nostro paese.
La Comunità internazionale, secondo il WWF, non è sulla buona strada per il raggiungimento dell?obiettivo di riduzione sostanziale del tasso di perdita di biodiversità, come ha anche dimostrato l?ultimo report del WWF sulla perdita di specie, ?2010 and beyond. Rising to the biodiversity challenge? che aggiorna l?Indice del Pianeta Vivente (Living Planet Index), un indice che rende conto dello stato di salute di circa 4.000 popolazioni di oltre 1.400 specie di vertebrati (dai mammiferi ai pesci) e che si è ridotto dal 1970 al 2005 del 27%. L?obiettivo di ridurre significativamente il tasso di perdita di biodiversità che si erano dati tutti i paesi del mondo nel Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg nel 2002, ribadito dalla revisione del Millennium Summit nel 2005, con ogni probabilità non sarò raggiunto. Occorre più impegno da parte di tutti i Ministri dell?Ambiente dei paesi firmatari ma soprattutto serve il supporto degli altri settori del governo, specie quelli che dipendono dalla biodiversità, come quello agricolo, della pesca,della gestione delle acque dolci, delle risorse forestali e della salute. Inoltre occorre integrare sempre di più i problemi relativi ai cambiamenti climatici all?interno della CBD per fare in modo che i vantaggi della conservazione non siano minacciati dagli effetti negativi dei mutamenti già in atto. E? anche estremamente necessario disporre di un Panel Internazionale come fa l?IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change) sulle conoscenze della scienza del clima e sulle proposte per cambiare rotta, dedicato allo stato di salute degli ecosistemi, focalizzato sui servizi che gli ecosistemi offrono al benessere ed all?economia umana, un International Panel on Ecosystem Services (IPES) proposta già espressa in sede internazionale da molte istituzioni scientifiche e che verrà fatta propria da diversi governi. Nell?elenco delle 14 richieste del WWF alla Governo italiano viene richiamata la necessità di una Strategia Nazionale per la Biodiversità entro il 2010, la definizione di accordi di programma con le Regioni per individuare linee guida condivise, l?applicazione effettiva ed efficace della Direttiva Acque 2000/60 su tutto il territorio nazionale, un protocollo permanente di monitoraggio della biodiversità a livello nazionale così come richiesto dalla CBD, un adeguato programma per finanziare la conservazione della biodiversità e delle aree protette, eventualmente realizzato anche con un mix di risorse nazionali, internazionali, pubbliche e private, per la gestione delle aree protette esistenti e in quelle future serve adottare criteri ecologici, indicazioni scientifiche, indicatori di efficacia. Occorre poi concludere la redazione e applicazione di piani di gestione di tutte le ZPS e ZSC della Rete Natura 2000. ?La biodiversità garantisce la salute del pianeta e ha una relazione diretta e insostituibile con il benessere umano: assicura cibo, acqua, medicine e aiuta a mitigare i cambiamenti climatici e l?attenuarsi di calamità. La sua difesa e il suo uso sostenibile deve essere per tutti i governi una priorità politica? - ha concluso Michele Candotti, direttore generale del WWF Italia.
Sapete dove buttare l'olio della padella dopo una frittura fatta in casa? > > Sebbene non si facciano molte fritture, quando le facciamo, buttiamo l'olio > usato nel lavandino della cucina o in qualche scarico, vero? > > Questo è uno dei maggiori errori che possiamo commettere. > > Perchè lo facciamo? Semplicemente perchè non c'è nessuno che ci spieghi > come farlo in forma adeguata. > > Il meglio che possiamo fare è ASPETTARE CHE SI RAFFREDDI e collocare l'olio > usato in bottiglie di plastica, o barattoli di vetro, chiuderli e metterli > nella spazzatura. > > UN LITRO DI OLIO rende non potabile CIRCA UN MILIONE DI LITRI D'ACQUA, > quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni. > > Se poi siete così volenterosi di conferirlo ad una ricicleria pubblica > ancora meglio, diventerà biodiesel o combustibile .
Animal experimentation is a living relic. It's not only old-fashioned and cruel but also a waste of time and money. Dozens of high-tech computer programmes and models can be used instead, and they are far more effective and reliable.
There is no need for animals to be held captive, deprived of their natural existence, forced to endure physically and mentally debilitating procedures, cut open, and ultimately killed out of curiosity or to develop a new beverage or other product.
The list of experiments that millions of animals are put through every year makes for sickening reading, but what is even more disturbing is that some of these painful and deadly tests are conducted only to make marketing claims for food products like chocolate bars! That's right, chocolate bars – like those made by none other than confectionary company Mars, Inc.
Mars is a multi-million-pound company whose products – including Mars bars, M&M's, Snickers, Twix and Galaxy – can be found on the shelves of almost every supermarket and high street shop around the world. But PETA US found Mars has been funding the following gruesome experiments inside animal laboratories:
Mice were fed chocolate ingredients and then forced to swim through a mixture of diluted paint, where they had to find a hidden platform or drown. The terrified survivors were killed anyway.
Rabbits were forced to eat a high-cholesterol diet before they were mutilated so that their blood vessels could be analysed.
Rats were fed through plastic tubes in their throats before they were cut open and had their arteries clamped. Then they were killed.
In the past two years alone, PETA's affiliates have won major victories by directly negotiating with – and convincing – leading companies like Coca-Cola, PepsiCo, Welsh's, Ocean Spray, POM Wonderful and others to stop conducting all tests on animals. Stopping these tests saved countless lives and spared animals from being poisoned, maimed and cut open.
With your support, we can save the lives of millions more vulnerable, frightened animals by changing the way that food and beverage products and their ingredients are tested in this country and across the EU. I hope you will help us do just that!
Niscemi, migliaia per l'addio a Lorena I genitori dei killer: "Partecipiamo" Il padre della ragazza: "State a casa"
Nel primo pomeriggio i funerali della 14enne uccisa da tre ragazzini. Il sindaco dichiarato il lutto cittadino. Polemica a distanza tra i familiari degli assassini e i genitori della vittima
Caltanissetta, 17 maggio 2008 - Circa un migliaio di persone in corteo hanno affollato via Umberto dietro la bara bianca di Lorena Cultraro. Ci sono i compagni di scuola della quattordicenne con striscioni in cui e' scritto: ''nel cielo ora c'e' un altro angelo, Lorena sarai sempre con noi''. Il feretro e' portato a spalle dai vigili del fuoco, colleghi del papa' di Lorena. La piazza davanti alla Chiesa e' stracolma di gente.
Tante corone e fiori bianchi hanno accolto l'arrivo in chiesa Madre a Niscemi di Lorena Cultraro. Ad officiare la santa messa, don Giuseppe Giugno. Così come richiesto dai familiari della ragazza uccisa, è stato sbarrato l'ingresso in chiesa delle telecamere. Tutto il paese si è stretto attorno al dolore della famiglia della quattordicenne. Vicini alla bara i genitori della giovane vittima della violenza del branco rispetto al quale hanno voluto prendere simbolicamente le distanze i giovani del paese che indossano le magliette con l'immagine della quattordicenne; gli stessi che il giorno dopo il ritrovamento del suo corpo sono sfilati per le strade con lo striscione «Fuori i mostri da Niscemi».
Il paese si è fermato e i negozi sono restati chiusi. Alcuni dei familiari dei baby-assassini hanno manifestato l'intenzione di essere presenti, ma chiedono il via libera del padre di Lorena, Giuseppe Cultraro: "Vorremmo poter condividere il loro dolore - dice uno di loro - e chiediamo che accettino la nostra presenza. Anche per noi è stato un dramma e vorremmo essere vicini ai genitori di Lorena in questo momento di tremendo strazio".
ILPADRE: "NON VENGANO"
"I genitori dei tre minori arrestati per l'omicidio di Lorena restino a casa loro, non li vogliamo ai funerali". A parlare è Giuseppe Cultraro, il padre di Lorena Cultraro, la 14enne di Niscemi (Caltanissetta), uccisa e gettata in un pozzo da tre minorenni che hanno confessato il delitto. Quando i parenti della vittima hanno saputo che i genitori dei tre arrestati hanno espresso l'intenzione di partecipare ai funerali, hanno respinto la richiesta. Più duro il nonno materno di Lorena, Vito Cicci, che parlando con i giornalisti ha detto: "Se vengono succede casino...".
Intanto, sono state distribuite dal sindaco del piccolo comune decine di magliette con la foto di Lorena Cultraro che verranno indossate dai giovani durante il funerale. Oggi a Niscemi è lutto cittadino.
NON LA CONOSCO, MA GUARDANDO LA SUA FOTO E L'ETA, CON UN NODO ALLA GOLA NEL TRATTENERE LE LACRIMA, MI CHIEDO COME SI PUO MORIRE IN QUEL MODO COSì GIOVANI?